L’apprendista Michelangelo fu ligio agli insegnamenti dei maestri della scuola lombarda e veneta, ma da subito si fece notare per quel suo carattere ricco di stravaganze e bellicoso. Ebbe, giunto a Venezia, l’accesso alle opere dei maestri d’arte come Giorgione, Tiziano e Tintoretto da cui si dice, assorbi la tecnica nella gestione del colore.

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